La pellicola va nella plastica

La pellicola va nella plastica

Ovvero come smaltire il cinema spazzatura

Enciclopedia breve del cinema Freak, Trash, Bizzarro, Exploitation

di Alberto Genovese

Pag. 575 – € 22,00

COMPRA IL LIBRO

 

Il mondo del cinema è un universo variegato, composto da molteplici generi e diversi livelli di produzione, sia in termini di – qualità e quantità. Ai piani più bassi della catena evolutiva cinematografica esiste un cinema povero, smaccatamente perverso e inconsapevole della sua bruttezza, il cosiddetto cinema spazzatura, che naviga impertinente nei generi, inconsapevole di aver prodotto migliaia di pellicole ancor oggi mai smaltite. Spaziando dal finto bondage della saga di Olga fino agli orrori di cartapesta di Roger Corman, passando per le giunoniche forme delle protagoniste dei film di Russ Meyer ai ridicoli polpettoni in costume di Andy Milligan fino all’irriverente cattivo gusto di John Waters, il cinema spazzatura, per quasi un secolo, ha inquinato mari e monti ma soprattutto le sale cinematografiche. Con questo libro si tenta di mettere ordine in questo mondo valutando il miglior modo di smaltirne i generi all’interno di una raccolta differenziata di 250 film tra i più brutti che siano mai stati realizzati affinché anche loro abbiano finalmente una giusta collocazione e magari (perché no?) essere rivalutati in un futuro più o meno lontano.

Prefazione di Manuel “Bloodbuster” Cavenaghi

 

Autore

Alberto Genovese Nato a Milano nel 1970, giornalista pubblicista, critico e regista cinematografico.
È stato direttore della rivista DE/AR, ha collaborato con le riviste TAXI DRIVERS e BIZZARRO MAGAZINE ed è stato recensore per siti web come splattercontainer e filmhorror.com.
Dal 2007 gestisce il sito odoramaexploitationmovie, specializzato in cinema di serie Z, horror, trash ed exploitation. Come regista ha diretto il film indipendente “L’invasione degli Astronazi”, “Dolcezza Extrema” distribuito in tutto il mondo con la Troma Entertainment e l’Horror di animazione “Resurrection Corporation” ispirato al cinema espressionista tedesco.